Tra i cocktail più apprezzati in Italia e nel mondo, il Negroni spicca per la sua struttura semplice ma riconoscibile, costruita sull’equilibrio tra componente amara, parte aromatica e base alcolica.
Nel tempo, questa impostazione ha dato origine a numerose re-interpretazioni, che mantengono il legame con la ricetta originaria pur introducendo sostituzioni mirate degli ingredienti.
Nelle prossime righe ricostruiremo la storia del Negroni, dalla ricetta classica che lo ha reso così famoso alle principali varianti oggi esistenti (compresa quella tutta made in Serena 1881!).
La storia del Negroni
La nascita del Negroni viene collocata a Firenze tra il 1919 e il 1920 ed è legata alla figura del conte Camillo Negroni, al tempo residente a Fiesole. In quegli anni il conte frequentava abitualmente il Caffè Casoni di via de’ Tornabuoni, locale fiorentino noto per la sua clientela aristocratica e per la lunga tradizione legata all’aperitivo. Secondo la ricostruzione più diffusa, Negroni chiese al barman di rinforzare il suo consueto Americano sostituendo la soda con il gin, scelta che rifletteva l’influenza dei suoi soggiorni all’estero, in particolare negli Stati Uniti.
La paternità materiale del gesto viene attribuita nella maggior parte delle fonti ad Angelo Tesauro, anche se alcune ricostruzioni indicano Fosco Scarselli come autore materiale del nuovo cocktail. Il risultato fu inizialmente indicato come “Americano alla moda del conte Negroni”, a sottolineare la continuità con il drink di partenza; con il passare del tempo, la denominazione si semplificò e il cocktail iniziò a essere chiamato direttamente con il cognome del suo ideatore, fissando così un nome destinato a entrare stabilmente nella storia della miscelazione.
La ricetta classica del Negroni
Come anticipato nell’introduzione, la ricetta del Negroni si basa su una proporzione paritaria tra tre elementi: la versione tradizionale prevede infatti l’impiego di tre cl di London dry gin, tre cl di bitter Campari e tre cl di vermouth rosso. La preparazione avviene direttamente nel bicchiere riempito di ghiaccio, con una semplice miscelazione che non altera la struttura degli ingredienti. La guarnizione classica è una fetta d’arancia, scelta che rafforza il profilo aromatico del cocktail accompagnandone la componente più amara.
Questa formulazione, apparentemente essenziale, ha contribuito alla diffusione del Negroni come modello di riferimento nel mondo della mixology. La chiarezza degli ingredienti e la ripetibilità della ricetta hanno reso il Negroni uno dei cocktail più riconoscibili, spesso utilizzato come base per nuove sperimentazioni: il suo schema può infatti essere mantenuto o modificato intervenendo su uno solo degli elementi… ma ne parliamo nel prossimo paragrafo!
Le principali varianti del Negroni
Nel corso del tempo, il Negroni ha generato una famiglia di cocktail accomunati dalla stessa struttura ma differenziati grazie alla sostituzione di uno o più ingredienti.
Cominciando dalle preparazioni considerate antecedenti al Negroni (e dunque, in qualche modo, suoi genitori) possiamo parlare sicuramente del Milano-Torino, un cocktail composto da bitter e vermouth rosso senza l’aggiunta del gin; è da questa base che deriva l’Americano, nel quale la componente alcolica viene alleggerita attraverso l’uso della soda.
Una delle varianti più note è il Negroni Sbagliato, nato a Milano nel 1972, che sostituisce il gin con lo spumante brut, modificando sia la gradazione alcolica che la percezione complessiva del drink. Accanto a questa interpretazione si collocano versioni che prevedono l’impiego di distillati diversi, come il Negroski, in cui il gin lascia spazio alla vodka, o il Boulevardier, che utilizza il whisky (preferibilmente bourbon); una variazione simile è l’Old Pal, caratterizzato dall’uso del rye whiskey e del vermouth secco al posto di quello dolce.
Altre ricette di Negroni introducono elementi legati a specifiche tradizioni locali o a precise scelte stilistiche; tra queste possiamo ricordare:
- il Dutch Negroni, che impiega lo jenever;
- il Japanese Negroni, che utilizza il sakè;
- il Mexican Negroni, che prevede tequila o mezcal.
Esistono anche interpretazioni che si caratterizzano per una diversa proporzione degli ingredienti, come il Negroni Seal, con una doppia dose di vermouth, o il Punt e Mes Negroni, che accentua l’amaro grazie all’uso di questo vermouth particolare; quest’ultima variante venne rivendicata dal regista Luis Buñuel, che la ribattezzò “Buñueloni” nella sua autobiografia.
Completano il panorama delle varianti di questo cocktail una serie di versioni meno diffuse ma comunque riconducibili allo schema originario, come il Negroni Rosato, che impiega vino rosato al posto del gin, il Cardinale, preparato con vermouth dry e servito in coppetta con proporzioni differenti, e il Kingston Negroni, che utilizza il rum overproof giamaicano.
Negroni Errato: la nostra versione del cocktail
Tra le varianti fin qui elencate, il Negroni Sbagliato rappresenta uno dei casi più noti di reinterpretazione del cocktail fiorentino. La sua nascita viene collocata nel 1972 al Bar Basso, dove il bartender Mirko Stocchetto sostituì accidentalmente il gin con lo spumante brut; da quell’episodio nacque una variante destinata a diffondersi rapidamente, apprezzata per la sua struttura più leggera rispetto al Negroni classico.
Partendo da questa impostazione, Serena 1881 ha sviluppato una propria interpretazione, che abbiamo chiamato Negroni Errato; in questa versione abbiamo sostituito lo spumante brut con il Prosecco Valdobbiadene DOCG Extra Dry Serena 1881: una scelta che incide sul profilo aromatico, sul carico alcolico e sull’equilibrio complessivo del drink.
La ricetta del nostro Negroni Errato prevede l’utilizzo di 45 ml di Bitter Chinato e 45 ml di Bitter Fusetti American, completati da alcune gocce di bitter e da 60 ml del nostro Prosecco Valdobbiadene DOCG Extra Dry.
Questa proposta si inserisce nel solco delle numerose ricette di Negroni che, pur rispettando la logica del cocktail originale, introducono variazioni mirate sugli ingredienti per ottenere un risultato coerente. In questo senso, il Negroni Errato rappresenta un’ulteriore declinazione di un modello che, a oltre un secolo dalla sua nascita, continua a offrire spunti di reinterpretazione senza perdere la propria riconoscibilità.
Il Negroni Errato è soltanto una delle tante varianti di Cocktail a base di Prosecco realizzati con in vini di nostra produzione: dai un’occhiata alla lista completa (e alle relative ricette) nella pagina dedicata!



