esempio di abbinamento dei vini serena

Abbinamenti tra vino e cibo: guida alle combinazioni per ogni tipologia

Scegliere il vino giusto per un piatto è meno complicato di quanto sembri, a patto di sapere cosa si cerca. Tutto ruota intorno all’equilibrio: da un lato le caratteristiche del vino (acidità, struttura, alcolicità, dolcezza, effervescenza) dall’altro quelle del cibo, come grassezza, sapidità e speziatura.

Quando i due lati si bilanciano, l’abbinamento funziona: questa piccola guida spiega come arrivarci.

I criteri di base

La tradizione enologica italiana lavora su due logiche: contrasto e concordanza. Nel contrasto, una caratteristica del vino bilancia una sensazione del piatto; ad esempio:

  • un vino fresco frizzante regge bene la grassezza di una frittura, poiché la sua acidità ed effervescenza puliscono il palato;
  • un vino rosso trova invece equilibrio con le carni, grazie all’interazione tra tannino e succulenza.

La concordanza, invece, si applica quando vino e cibo condividono caratteristiche simili. Un dessert dolce vuole un vino dolce: se il vino è secco, risulterà amaro al confronto; le preparazioni speziate guadagnano gustosità con vini che hanno una certa intensità olfattiva.

Conta anche la proporzione complessiva: i piatti leggeri non reggono vini pesanti, e viceversa, mentre le lunghe cotture e le preparazioni strutturate chiedono vini con più corpo e persistenza.

Gli abbinamenti ideali per ogni tipo di vino

Di seguito una panoramica degli abbinamenti più indicati per ciascuna tipologia di vino, da usare come punto di partenza per orientarsi a tavola.

Vino bianco

Il vino bianco si caratterizza per l’acidità, l’assenza di tannino e un corpo che cambia molto a seconda del vitigno e del territorio di appartenenza. È la scelta naturale per i piatti delicati, quelli con spiccata sapidità o con una tendenza dolce marcata (come i carboidrati e i legumi) che trovano equilibrio nella freschezza del vino.

Questo vino funziona bene anche con pesce al vapore, crostacei e molluschi, poiché accompagna le sfumature marine senza sovrastarle. Bene anche su risotti leggeri, verdure e formaggi freschi.

I bianchi più strutturati, affinati in legno, reggono preparazioni più complesse: carni bianche, piatti a base di funghi, primi con condimenti elaborati. Con la frittura di pesce (calamari, gamberi, fritto misto) il bianco fresco e sapido è la scelta più efficace, perché l’acidità sgrassa il palato e prepara al boccone successivo.

La temperatura di servizio, tra gli 8 e i 12 °C, incide sulla percezione dell’acidità e degli aromi.

Vino rosso

Il vino rosso ha tannini, struttura e in genere più alcol. Per questi motivi, i piatti succulenti (come le carni rosse alla griglia o al forno) richiedono un vino con buona tannicità, perché il tannino asciuga il palato e compensa la succosità della carne. Lo stesso principio vale per i sughi strutturati, nei quali il vino deve avere abbastanza corpo da reggere l’intensità del condimento.

I rossi giovani, freschi e di media tannicità vanno bene su salumi, pizze e preparazioni con pomodoro, mentre quelli più evoluti si abbinano meglio ai formaggi stagionati e alle carni importanti come la selvaggina.

La temperatura di servizio varia dai 14 ai 18 °C a seconda della struttura del vino.

Vino rosato

Il rosato, come si può ben immaginare, è una combinazione perfetta tra vino bianco e vino rosso: ha la freschezza dell’uno e una struttura leggera che ricorda l’altro, con tannini appena percepibili. Questa sua natura ibrida lo rende versatile, ma non per questo generico. Si presta bene con paste estive, pizze, salumi delicati, carni bianche e pesce alla griglia, così come ai piatti della cucina mediterranea. Un rosato strutturato può sorprendere anche con piatti di carne bianca, dove la freschezza bilancia la morbidezza del piatto.

Servito intorno ai 10-12 °C mantiene vivacità senza perdere consistenza.

Vino frizzante e spumante

L’anidride carbonica cambia la percezione gustativa: l’effervescenza “sgrassa”, rinfresca e prepara il palato al boccone successivo; per questi motivi fritti, antipasti misti e piatti sapidi trovano nelle bollicine un interlocutore naturale.

Gli spumanti ottenuti con rifermentazione in bottiglia hanno più complessità e struttura, e si accompagnano bene anche ai piatti ricchi e carni bianche. La temperatura ideale è tra i 6 e i 10 °C.

Vino fermo, dolce e altre tipologie

Per fermo si intende un vino senza effervescenza. Per queste bevande l’abbinamento si ragiona su acidità, tannino, corpo e alcolicità, seguendo sempre il principio di proporzione: un cibo intenso non può stare accanto a un vino leggero, e viceversa.

Uno dei migliori abbinamenti è sicuramente quello tra vini germi dolci / passiti e dolci, così come quello con formaggi erborinati (come il Gorgonzola), dove il contrasto tra sapidità e dolcezza crea un equilibrio interessante.

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